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06/02/2024
Chi è il valutatore immobiliare, quali competenze deve avere e cosa trovi in un rapporto di stima? Nella puntata della Versione di Teorema dedicata al tema, Andrea Pinna e Francesco Giannelli, entrambi valutatori immobiliari certificati, spiegano perché questa figura è importante quando si deve vendere, comprare, dividere un patrimonio o chiedere un mutuo.
Secondo la norma UNI 11558:2014, il valutatore immobiliare è il soggetto che possiede qualifiche, conoscenze, abilità e competenze necessarie per svolgere l’attività di stima e valutazione immobiliare. In pratica è il professionista che redige i rapporti di stima e attribuisce un valore a un immobile.
No, non esiste un albo dedicato. La competenza deriva dalla formazione professionale, per esempio quella di geometri, architetti, ingegneri o periti edili, e può essere attestata con una certificazione rilasciata da un ente terzo accreditato.
Per alcune valutazioni, come le perizie per l’erogazione dei mutui, la sola iscrizione all’ordine professionale non basta: le banche affidano l’incarico a valutatori in possesso di specifici requisiti e certificazioni.
Tutto nasce dalla crisi dei mutui subprime del 2007-2008. Negli Stati Uniti venivano concessi mutui con grande facilità, senza un’attenta valutazione degli immobili. Quando molti non riuscirono più a pagarli, i crediti deteriorati, i cosiddetti NPL (non performing loans), contribuirono a scatenare la crisi finanziaria.
Da allora istituzioni americane ed europee hanno introdotto regole anche per chi valuta gli immobili. In Europa la Direttiva 2014/17/UE sui crediti ipotecari è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 72 del 21 aprile 2016, per garantire valutazioni più affidabili.
La norma UNI 11558 stabilisce conoscenze e requisiti del valutatore. Tra quelli citati nella puntata ci sono almeno tre anni di esperienza nel settore, con valutazioni già svolte, un diploma di scuola superiore e competenze in diritto, economia, estimo, catasto, urbanistica ed efficienza energetica.
La certificazione si ottiene con un esame presso un ente accreditato: la redazione di un rapporto di stima dimostrativo e una prova orale su tutte le materie. Per mantenerla servono crediti formativi, 60 in tre anni, nelle materie della valutazione.
Per molti anni le stime sono state fatte per expertise: il professionista, sulla base della propria esperienza e della conoscenza del mercato, indicava un valore. Non è un metodo sbagliato, ma è difficile da verificare.
Oggi è possibile lavorare con metodi che tengono conto dei prezzi effettivamente praticati nelle compravendite di immobili simili, nella stessa zona e nello stesso periodo. L’estimo mantiene sempre una componente soggettiva, ma questo approccio rende la valutazione più precisa e autorevole. Ne parliamo anche nell’articolo come valutare una casa.
Il rapporto di stima comprende la descrizione e l’identificazione catastale del bene, la destinazione d’uso, la consistenza e la superficie, lo stato di manutenzione e degli impianti e le caratteristiche che ne influenzano il valore: piano, presenza dell’ascensore, esposizione, rumorosità. Comprende anche una verifica della legittimità urbanistica, edilizia e catastale, perché eventuali difformità incidono sul valore.
Su questa base si determina il valore dell’immobile nelle condizioni in cui si trova al momento della stima. In allegato si trovano planimetria e visura catastale, titoli edilizi ed eventuali contratti di affitto, se l’immobile è occupato.
Il valore finale è importante, ma è altrettanto importante capire come ci si è arrivati: magari il mercato in quella zona è cambiato rispetto a qualche anno fa, oppure ci sono interventi che possono aumentare il valore dell’immobile. Per questo Studio Teorema consegna sempre il rapporto di stima con un incontro di spiegazione.
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