IL NOSTRO PODCAST

IA: semplice assistente?

11/08/2026

Disponibile anche su Spotify

Immaginate di arrivare in studio la mattina e trovare un assistente che imposta una relazione tecnica, compila il computo metrico, prepara il capitolato, analizza i documenti e cerca la normativa. Non va in ferie, lavora 24 ore al giorno, non si ammala. Questo assistente vi aiuterà o, piano piano, vi prenderà il posto? Ne parlano Andrea Pinna e Paola Stabile nella puntata 112 della Versione di Teorema.

Ci ruberà il lavoro o cambierà il modo di farlo?

L’assistente, ovviamente, è l’intelligenza artificiale. È ancora agli inizi, ma nei prossimi mesi, più che nei prossimi anni, vedremo grandi evoluzioni. La domanda che tutti si fanno è una: ci sostituirà o cambierà semplicemente il nostro modo di lavorare? La risposta di Teorema propende per la seconda ipotesi, e la puntata spiega perché.

Cosa può fare l’IA per un tecnico

In studio l’intelligenza artificiale si usa già per molte attività:

La chiave è il prompt, cioè la richiesta: deve essere completa e chiara. L’IA non ha un pensiero proprio e non può capire cosa le si chiede se la domanda non è precisa.

Attenzione: l’IA può sbagliare

Sì, l’intelligenza artificiale può sbagliare. Può commettere errori di calcolo e, a volte, inventare norme che non esistono. Ha fatto notizia il caso di un avvocato che ha inserito in un atto depositato in tribunale delle sentenze inventate dall’IA, senza verificarle.

Per questo il controllo deve esserci sempre. Quando si fa estrarre un dato da un documento, conviene farsi indicare da dove è stato preso e verificarlo.

Perché non sostituirà il tecnico

Il lavoro di un tecnico è fatto di passaggi che una macchina non può svolgere. Prendiamo l’integrazione richiesta dal Comune su una pratica edilizia. Bisogna analizzare le richieste, telefonare al tecnico comunale, confrontarsi con lui, decidere cosa inserire e come impostare la risposta. L’IA può aiutare a trovare una norma citata o a scrivere il testo, ma l’impostazione e le scelte restano del professionista. E in cantiere, l’intelligenza artificiale non ci può andare.

Il vero rischio: chi la usa meglio

Il tecnico che usa bene l’IA può però sostituire chi non la usa. Se per leggere documenti, scrivere relazioni e preparare email servono tre ore, e con l’intelligenza artificiale ne basta una, il tempo risparmiato si può dedicare ad altro: parlare con i clienti, andare in cantiere, controllare un progetto, trovare soluzioni.

Per ottenere risultati, però, bisogna imparare a usarla e a fare le domande giuste. Esistono corsi di formazione dedicati, come quelli proposti da Nexus, la realtà seguita da Francesco Giannelli, socio di Teorema, che si occupa proprio di intelligenza artificiale.

Ogni grande cambiamento tecnologico ha sempre fatto paura: è successo con il computer, con internet, con i software di progettazione, con il BIM. Oggi succede con l’intelligenza artificiale.

La vera domanda, quindi, non è quanto tempo ci metteremo a imparare a usarla, ma quanto ci metterà un concorrente a usarla meglio di noi. Sul tema trovi anche la puntata IA: 5 cose da sapere assolutamente.