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Blocco conto termico 3.0

24/03/2026

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Il panorama dell’efficienza energetica in Italia ha subito un brusco rallentamento: il GSE ha comunicato ufficialmente il blocco del Conto Termico 3.0. Questa sospensione improvvisa ha generato incertezza tra professionisti e imprese, ma analizzare le cause è fondamentale per capire come muoversi nei prossimi mesi.

Blocco Conto Termico 3.0: cosa sta succedendo e perché il portale GSE è chiuso

La ragione principale del blocco delle domande per il Conto Termico risiede nell’incredibile volume di richieste caricate sul portale in tempi record. Aperto il 2 febbraio 2026, il sistema ha ricevuto in meno di trenta giorni circa 2.200 istanze, per un valore economico complessivo di 1,3 miliardi di euro.

Poiché il fondo stanziato per l’anno in corso ammontava a 900 milioni di euro, il limite di spesa è stato ampiamente superato. Il GSE ha quindi deciso di “chiudere i rubinetti” per procedere con una verifica tecnica e finanziaria di tutte le pratiche depositate, sospendendo temporaneamente la possibilità di inserire nuovi interventi.

L’impatto sui Comuni e la distinzione tra Pubblico e Privato

Dalle prime analisi emerge che circa l’85% delle richieste inviate prima del blocco del conto termico proviene dalle Pubbliche Amministrazioni, in particolare dai piccoli Comuni (sotto i 15.000 abitanti). La normativa 3.0, infatti, permetteva ai comuni di coprire fino al 100% delle spese per l’efficientamento di edifici di proprietà comunale.

Questa saturazione del fondo riguarda principalmente la quota destinata alla PA, ma la chiusura del portale è totale. Per i privati, la speranza risiede nel ricalcolo dei fondi residui: non tutte le 2.200 domande supereranno i rigidi controlli documentali del GSE, potenzialmente liberando risorse per una riapertura parziale.

Come gestire l’attesa: diagnosi energetica e fattibilità

Nonostante l’attuale impossibilità di presentare nuove richieste, gli esperti consigliano di non interrompere la progettazione. Sfruttare questo periodo di stop del Conto Termico può diventare un vantaggio competitivo per farsi trovare pronti alla riapertura dei termini.

  • Puntare sulla Diagnosi Energetica: Una progettazione accurata riduce il rischio di errori formali che potrebbero portare al rigetto della pratica.
  • Studio di Fattibilità: Verificare con attenzione se l’intervento pianificato rispetta i nuovi requisiti tecnici della versione 3.0.
  • Preparazione Documentale: Organizzare fin da ora il set documentale (fatture, foto, certificazioni) per essere tra i primi a trasmettere la richiesta non appena i fondi 2027 saranno disponibili o in caso di sblocchi anticipati.

In conclusione, il blocco del conto termico non deve essere visto come la fine dell’incentivo, ma come una fase di assestamento necessaria. La transizione verso il Green 2030 continua a essere una priorità e farsi trovare preparati con pratiche tecnicamente ineccepibili sarà la chiave per accedere ai futuri rimborsi.