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Norma “Salva Casa”: ecco alcune delle questioni su cui la norma interviene

08/04/2025

Dipendente che indica dove firmare documenti per sanatoria con Norma Salva Casa

Norma Salva Casa: una norma tra buone intenzioni e difficoltà applicative

Proprio come ti avevamo accennato noi di Studio Teorema, continuiamo a parlare di questa norma “bella e impossibile”, soffermandoci su alcuni dei punti più discussi.

Le principali novità introdotte

L’idea di ampliare il regime delle tolleranze era sembrata da subito interessante, perché finalmente riconosceva la prassi consolidata secondo cui le lievi difformità eseguite in fase di progettazione o realizzazione non rappresentano vere modifiche e, di conseguenza, non necessitano di sanatoria. In parallelo, la cosiddetta sanabilità giurisprudenziale è stata elevata a norma, un passaggio significativo che tiene conto di quanto già sperimentato da alcune Regioni e di ciò che il futuro Testo Unico delle Costruzioni si propone di disciplinare.

Sul fronte degli abusi paesaggistici, la novità è il riconoscimento della possibilità di sanare interventi con aumento di volume e superficie, una scelta che ha diviso l’opinione pubblica e che sarà da valutare nel tempo, per capire se si tratti di una soluzione stabile o destinata a rientrare. Importante è anche il chiarimento tra la conformità delle parti comuni condominiali e quella delle singole unità immobiliari: un aspetto spesso fonte di dubbi e conflitti che ora, almeno in teoria, dovrebbe risultare più chiaro.

Un plauso va fatto al legislatore per aver scelto di non ricorrere ancora una volta allo strumento del condono, puntando invece su una sanabilità strutturale e permanente. Questo approccio, più ragionato, consentirebbe in prospettiva di ridurre incertezze e corse all’ultimo minuto.

Un’occasione persa o un cantiere ancora aperto?

Se le intenzioni erano buone, la loro traduzione pratica è apparsa meno convincente. La legge sembra infatti timida, condizionata e a tratti incoerente, con un’applicazione ancora sospesa in attesa di essere recepita da Regioni e Comuni.

Possiamo quindi parlare di un’occasione persa? Non è detta l’ultima parola. Prima di emettere un giudizio definitivo sarà necessario attendere i provvedimenti attuativi e la messa a terra operativa, ma al momento resta la sensazione di una norma che non ha ancora trovato la propria identità. Rimane quindi molta confusione, un appeal inferiore alle attese e la percezione di un “vorrei ma non posso” che lascia aperti più interrogativi che certezze.

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